Un libro che non ha fretta, e fa bene
Valérie Perrin costruisce questo romanzo come costruiresti una conversazione con qualcuno che ha vissuto molto: senza correre, con deviazioni, con silenzi che pesano. La protagonista, Violette, è guardiana di un cimitero in un paesino della Borgogna. Non è una premessa allegra. Eppure funziona, e funziona bene.
C'è una scena, verso il primo terzo del libro, in cui Violette descrive le abitudini dei visitatori abituali del cimitero: chi porta fiori freschi, chi li lascia secchi per settimane, chi parla sottovoce con le lapidi. Perrin rende tutto questo normale, persino caldo. Non morboso. È lì che ho capito che il libro aveva qualcosa di raro.
A chi conviene, a chi no
Se cerchi trama serrata, colpi di scena ogni capitolo, ritmo da thriller: lascia perdere. Questo non è quel libro. È un romanzo che va letto la sera, senza fretta, magari con qualcosa di caldo vicino.
Detto questo, la struttura narrativa ha più complessità di quanto sembri all'inizio. I flashback si incastrano bene, e il finale non delude, che è già una notizia di per sé.
A 20,90 euro è il prezzo di copertina standard, nessuno sconto in corso. Non è un affare economico. Ma se sei il tipo di lettore che un buon romanzo lo rilegge, o lo passa ad altri, il costo si ammortizza da solo. Onestamente, per il pubblico giusto vale ogni centesimo.