Di cosa parla davvero
Non è l'ennesima biografia di Diana. Questo libro è un memoir scritto da chi le stava vicino, e si sente. Il tono è intimo, a tratti quasi scomodo, come leggere il diario di qualcuno che non sapeva che avresti guardato. Non ci sono rivelazioni da copertina di tabloid. C'è qualcosa di più difficile da trovare: la voce di una persona che cerca di capire chi ha perso.
Personalmente, l'ho aperto aspettandomi il solito affresco sulla principessa triste. Invece la narrazione è centrata sul rapporto tra due esseri umani, con tutte le frizioni e le silenzi che questo comporta. Il lutto come filo conduttore, non la gloria.
A chi lo consiglio (e a chi no)
Se cerchi aneddoti sul palazzo reale e intrighi di corte, lascia perdere. Non è quel libro. Se invece ti interessa la scrittura memoir fatta bene, con una voce che non urla ma insiste, allora sì: leggilo.
A essere sinceri, il ritmo in certi punti rallenta più del necessario. Ci sono passaggi riflessivi che si diluiscono un po' troppo, e se sei abituato a letture più asciutte potresti perdere il filo. Non è un difetto grave, ma è onesto dirlo.
Il prezzo senza sconto
Siamo a quasi 24 euro senza alcuna riduzione. Per un libro del genere, è nella norma per il mercato italiano, ma fidati: aspetta un'offerta se non hai fretta. Non c'è urgenza reale, a meno che tu non voglia partecipare a una discussione fresca su Diana. In quel caso, forse vale la spesa adesso.